La domanda
Se riteniamo che alcuni meccanismi della nostra società non funzionino più bene, nasce un problema etico difficile.
Una parte enorme della ricchezza e degli scambi passa attraverso il sistema monetario tradizionale. Utilizzando la valuta fiat, le banche e le strutture economiche esistenti continuiamo inevitabilmente ad alimentare il sistema del quale facciamo parte.
Tolstoj poneva una questione ancora più radicale: fino a che punto possiamo criticare un sistema se, attraverso le nostre azioni quotidiane, continuiamo a sostenerlo?
Oggi esistono però strumenti che allora non esistevano. Reti decentralizzate come Dash permettono alle persone di possedere e trasferire valore direttamente, senza che una banca centrale debba emettere la moneta o una banca debba necessariamente autorizzare il pagamento. Con DashPay questo concetto si avvicina ancora di più all'esperienza quotidiana: identità, contatti e pagamenti possono essere gestiti direttamente sulla rete decentralizzata.
Nasce quindi una domanda:
Se vogliamo sperimentare un modello economico e sociale differente, dobbiamo necessariamente entrare in conflitto con quello esistente? Oppure possiamo costruire qualcosa di nuovo rispettando le leggi, lasciando che siano le persone a scegliere progressivamente quale sistema utilizzare?
Una possibile risposta
Forse il punto di partenza è distinguere lo Stato dalla società.
Lo Stato stabilisce un insieme di regole all'interno del proprio territorio. La società, però, è molto più grande: è costituita dalle relazioni, dalle collaborazioni e dagli scambi che avvengono continuamente tra le persone.
Non è quindi necessario pensare a un sistema alternativo come a qualcosa costruito contro lo Stato.
Possiamo pensarlo come qualcosa costruito tra le persone.
Una rete come Dash è interessante proprio per questo. Non è una moneta emessa da uno Stato e la sua esistenza non dipende da una banca centrale. Possiede una propria rete, un proprio sistema di consenso e persino un meccanismo decentralizzato di governance e finanziamento.
Questo non significa che chi utilizza Dash sia al di sopra della legge.
Significa qualcosa di diverso e forse più importante:
La rete monetaria può esistere indipendentemente dallo Stato, mentre le persone che la utilizzano continuano a rispettare le leggi dei luoghi nei quali vivono.
Le due cose possono convivere.
Una persona può quindi pagare le imposte che deve pagare e contemporaneamente scegliere di conservare parte del proprio valore in una valuta decentralizzata, ricevere o effettuare pagamenti attraverso quella rete e partecipare a un'economia basata maggiormente sugli scambi diretti.
Ma possiamo andare ancora oltre.
Forse il vero cambiamento non consiste nel sostituire semplicemente:
Euro → Dash
perché continueremmo a pensare alla ricchezza soltanto come quantità di moneta posseduta.
Potremmo invece passare da:
ricchezza = denaro posseduto
a:
ricchezza = capacità di creare, ricevere e scambiare valore.
Denaro, criptovalute, tempo, competenze, beni, servizi e relazioni diventerebbero strumenti differenti attraverso i quali questo valore può circolare.
Una persona potrebbe allora vedere non soltanto quanti euro o Dash possiede, ma anche quanto valore produce, quanto ne riceve e quali relazioni di scambio ha costruito.
Il sistema tradizionale continuerebbe a esistere e potrebbe essere utilizzato quando necessario.
Parallelamente potrebbe crescere un'altra rete.
Non attraverso una rivoluzione imposta dall'alto, ma attraverso una scelta progressiva dal basso.
Chi preferisce utilizzare euro continua a utilizzare euro.
Chi vuole utilizzare Dash può utilizzare Dash.
Chi vuole scambiare un servizio con un altro servizio può farlo, nel rispetto degli obblighi previsti.
La tecnologia avrebbe il compito di rendere visibili e semplici questi scambi, non di stabilire quale forma di valore sia quella giusta.
In questo modo il problema non sarebbe più:
«Come possiamo uscire dal sistema?»
ma:
«Come possiamo costruire un'alternativa abbastanza utile perché le persone siano libere di sceglierla?»
Forse è questa la strada meno conflittuale.
Non combattere necessariamente ciò che esiste.
Non sottrarsi alle proprie responsabilità.
Ma nemmeno considerare l'organizzazione economica attuale come l'unica possibile.
Rispettare le regole della società nella quale viviamo e, nello stesso tempo, sperimentare liberamente quella nella quale vorremmo vivere.
Se il nuovo modello funziona davvero, non avrà bisogno di essere imposto.
Saranno gli scambi tra le persone a farlo crescere.